Home         La Mia vita       Le mie opere     Come contattarmi    I miei progetti futuri

 

Per vedere l'intervista alla presentazione del libro alla Feltrinelli

(Intervista di Dina del Gaiso)

 

"I fatti che sono alla base di questo libro sono rigorosamente storici: si riferiscono alle tragiche vicende verificatesi a Montesano sella Marcellana, nei pochissimi mesi di durata della repubblica napoletana proclamata a Napoli dopo la fuga dei Borboni e l'arrivoi in citta' delle truppe francesi al'inizio del 1799. I fatti storici di Montesano e dintorni di quel brevissimo periodo sono esposti dall'autore con largo uso della fantasia nella ricostruzione minuta e particolareggiata, nella rievocazione dei discorsi e degli atteggiamenti dei protagonisti. Ne viene fuori un racconto che sembra romanzato, ma in effetti non lo e'.
Protagonista delle vicende e' don Nicola Cestari, capo Repubblicano della Municipalita' del paese, circondato da una moltitudine di sanfedisti e alla fine ucciso in maniera barbara, mentre la famiglia riusciva a salvarsi con la fuga: Don Nicola sara' col tempo vendicato. I suoi ultimi giorni sono descritti con particolare vivacita' e verosimiglianza.

 

La breve stagione del ..."Galantuomo" e' quel periodo, di circa tre mesi, nel quale si consumò l'ultima esperienza politica del giurista Nicola Cestari, Presidente della Municipalita' di Montesano, meglio conosciuto allora col nome di Montissani.
La terribile traversia che lo Stesso dovette subire puo' inquietarsi nell'ancor piu' tragica vicenda svoltasi nel Regno di Napoli, tra il Dicembre del 1798 e l'estate dell'anno successivo e che comporto' l'instaurarsi e poi il prematuro spegnersi dell'esperienza democratica della Repubblica Partenopea. Un fuoco di paglia che lascio' sul campo parecchie teste di cosiddetti "Galantuomini", i precursori laici della politica, i quali, un po' per inesperienza, un po' per fanatismo non seppero rinverdire la felice svolta rivoluzionaria compiuta, invece, in Francia, dieci anni prima, dai Giacobini d'oltralpe. Molte verita' dell'eccidio Cestari vengono, nel testo, fedelmente riportate, anche se l'Autore non ha inteso produrre un saggio storico, bensi' "raccontare un trascorso" in termini semplici e comprensibili, fotografando una realta' nella sua dimensione piu' autentica. Contestualmente si e' inteso far luce su un episodio incredibile, ma poco tramandato dalla memoria popolare, con la consapevolezza di voler dimostrare che "le cose", a quei tempi, accadevano anche nei piccoli centri, come Montessani,
Nell'approfondire l'argomento si e' "scoperto", man mano, l'importanza dei fatti riguardanti il Capo di questa antica Municipalita', che hanno avuto un ben piu' ampio respiro di quello riportato dalla storiografia imperante che li ha relegati, stranamente, a mero esercizio di piccole beghe familiari e conventicole di paese.
Considerazione, pertanto, ingiusta e superficiale, se si considera la profonda complessita' delle trame umane e politiche che contraddistinsero la realtà locale in quel particolare momento storico. Per non parlare, poi, degli influenti protagonisti, tra i quali, in primis, Don Nicola Cestari, che e' da considerarsi, se non altro, tra i piu' travagliati reggenti repubblicani di una comunità meridionale, alle prime prove democratiche. E l'Abate Giuseppe Cestari, prima estensore degli Statuti della Repubblica Partenopea e poi martire sulle barricate, erette a Napoli, al Ponte della Maddalena, per difendere la Libertà, dalle schiere sanfediste del Cardinale Ruffo.
Esempio, quello dell'Abate, di sintesi credibile fra il dire e l'essere, al quale in parecchi si dovrebbero ispirare nella loro attività, non solo politica.
L'Autore, infine, ispirato "dall'umano trascorrere", ha voluto sottoporre ai lettori l'esenza concettuale della "breve" stagione" che, per sintonia interiore, e' anche quella, fortemente laica di Nicola Cestari. Uomo difficile, complicato, estremamente contraddittorio. Vero, pero', e nel morire, terribilmente coerente. Uomo, con tutte le debolezze di una modernita' decadente che lo rende protagonista e, nello stesso tempo, esempio credibile.

Presentazione:

"I fatti che sono alla base di questo libro di Felice De Martino sono rigorosamente storici: si riferiscono alle tragiche vicende verificatesi a Montesano sella Marcellana ( un appellativo ottocentesco aggiunto al nome Montesano ma sicuramente sbagliato) nei pochissimi mesi di durata della repubblica napoletana proclamata a Napoli dopo la fuga dei Borboni e l'arrivoi in citta' delle truppe francesi al'inizio del 1799. I fatti storici di Montesano e dintorni di quel brevissimo periodo sono esposti dall'autore con largo uso della fantasia nella ricostruzione minuta e particolareggiata, nella rievocazione dei discorsi e degli atteggiamenti dei protagonisti. Ne viene fuori un racconto che sembra romanzato, ma in effetti non lo e'.
Protagonista delle vicende e' don Nicola Cestari, capo Repubblicano della Municipalita' del paese, circondato da una moltitudine di sanfedisti e alla fine ucciso in maniera barbara, mentre la famiglia riusciva a salvarsi con la fuga: Don Nicola sara' col tempo vendicato. I suoi ultimi giorni sono descritti con particolare vivacita' e verosimiglianza.
Si ha l'impressione che l'autore descriva le vicende come se fosse stato presente e avesse seguito da vicino i fatti. Il che e' prova di grande abilita' descrittiva e merita il piu' ampio riconoscimento.
Italo Gallo


Da "CRONACHE DEL MEZZOGIORNO"
domenica, 7 maggio 2006

EVENTI CULTURALI A SALERNO
Presentato il libro di Felice De Martino: "La breve stagione del Galantuomo".


Il 5 maggio 2006 presso la libreria Feltrinelli di Salerno e' stato presentato il romanzo di Felice De martino.
"La breve stagione del Galantuomo" ( Edizione Marte, Salerno 2004) L'autore svolge la professione di architetto, ma conduce in parallelo una fervida attivita' scrittoria. E' gia' un autore dei romanzi "La Repubblica dei Gigli Bianchi" (Pironti 1995) e "Punta Licosa" (Guida 2001) e sta lavorando ad una nuova appassionante storia scritta al femminile, sempre costruita sull'intreccio tra fantasia e storia. La breve stagione del "galantuomo" e' un testo di "piccola scrittura" che si confronta inevitabilmente con quel "mostro sacro" rappresentato dal romanzo storico. Le vicende narrate si riferiscono a fatti accaduti realmente e ampiamente documentati relativi alle tragiche vicende vissute a Montesano sulla Marcellana durante i pochissimi mese della Repubblica Napoletana del 1799 (instauratasi in seguito alla fuga dei Borboni e all'arrivo in città delle truppe francesi). Montesano e' il paese d'origine dell'autore ed e' lo sfondo anche del romanzo "la Repubblica Dei Gigli Bianchi", incentrato sulla figura carismatica e poliedrica del montesanese Filippo Gagliardi. arricchitosi a dismisura in seguito alla sua emigrazione in Venezuela. Come nel testo appena citato anche nel romanzo qui considerato, De Martino riscostruisce meticosamente eventi storici al fine di tracciare un filo della memoria spesso spezzato dal tempo, all'indifferenza, dalle rimozioni poste in atto dalla collettività verso episodi eccessivamente drammatici e crudi. Il protagonista e' il galantuomo Nicola Cestari (fratello dell'Abate a capo della Certosa di Padula allora proprietario del feudo Montesano) Egli si fa portavoce delle idee giacobine oramai diffusesi a macchia d'olio dopo l'eclatante Rivoluzione Francese del 1789. Rotto ogni tentativo di accordo con la baronia dei Berbasio, diventa il primo sindaco democratico di Montesano e pianta simbolicamente nel paese un "albero della libertà". La realtà che si trova a gestire e' di totale anarchia.
La piccola realtà cilentana e' palcoscenico di contrasti e di violenze profondissime. Giungono lì anche quattro soldati francesi di ritorno dalla disfatta subita ad Abukir dalle truppe napoleoniche nell'agosto del 1798 ad opera del generale Orazio Nelson: costoro vengono barbaramente assaliti e trucidati dalla banda degli Abbatemarco legata al potere baronale restio dell'avvento delle idee libertarie di stampo francese ...e' la stessa banda capitanata da un esponente religioso ad ordinare la congiura e l'esecuzione contro Don Nicola Cestari... Breve la stagione della sua democrazia a cui segue la dittatura di Giuseppe Gerbasio. Il Cestari prelevato nella sua stessa casa, decapitato, il suo corpo esibito durante una macabra processione pubblica, "cucinato" su un enorme falò oggetto di un inenarrabile episodio di cannibalismo. Il romanzo, con tatto, supportato da una oculata raccolta di fonti e da uno stile diretto e gradevole, racconta la grande valenza storica di questa micro-storia indissolubilmente legata alla macro-storia " da manuale scolastico" enucleando un messaggio attualissimo. Come gestire una libertà conquistata all'improvviso dopo anni di monarchia e/o dittatura? ( basta agganciare il pensiero alla realtà iraquena)... Le masse non sempre sono pronte; i nuovi governanti non riescono a riempire le forme delle ideologie con concrete azioni di governo... piantare un "albero della libertà'" (come fa Nicola Cestari nel lontano 1799) significa coltivarlo e difenderlo sempre, con tutte le proprie forze dalle aggressioni di poteri degeneri.

 

 

 

         Home         La Mia vita       Le mie opere     Come contattarmi    I miei progetti futuri